Un mondo variegato di prodotti tradizionali
Alcuni hanno richiesto, e stanno conseguendo, le certificazioni di origine, ma la maggioranza di queste produzioni affida la propria notorietà alla forza della tradizione, alla professionalità dei ristoranti, alla cultura agroalimentare molto diffusa fra gli abitanti.
Alcuni prodotti sono comunque da ricordare. Il pecorino dell'Appennino Reggiano, per esempio, prodotto con solo latte di pecora, sale fermenti naturali, caglio.
Tra i salumi si segnalano, oltre al salame Fiorettino, anche lo Zucco, la pancetta Canusina, il salame di Canossa.
Nella valle del Tresinaro si consuma e si macella la pecora , con ricette che risalgono alla dominazione bizantina; il proscuitto detto "violino" le "barzigole" (bistecche aromatizzate).
Un tempo fondamentale per l'alimentazione montanara, la castagna ha lasciato in eredità ancora oggi una serie di ricette riscoperte e riproposte in ottobre dai ristoranti montanari, così come il tipico "pranzo del pellegrino" che veniva servito ai viandanti prima che affrontassero il passaggio del crinale, verso Lucca e Roma.
Il miele, i frutti di bosco raccolti e trattati artigianalmente sono anch'essi produzioni di nicchia che si differenziano dalle banali manifatture industriali.
L'agricoltura è attenta alle produzioni di qualità, tipiche del territorio: l'anguria della bassa reggiana, la cipolla borretana, l'uva fogarina ne sono alcuni esempi.
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